Corte di Cassazione, Sezioni Unite: Sanatoria ex tunc della prescrizione e nullità della notifica
23 Mar 2026
La Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza n. 6474 del 18 marzo 2026, ha risolto un contrasto giurisprudenziale in materia di interruzione della prescrizione a seguito di notificazione affetta da nullità.
Il principio di diritto
Le Sezioni Unite hanno stabilito che la prescrizione del diritto sostanziale può essere interrotta o sospesa da un atto giudiziale anche qualora questo non sia inizialmente pervenuto nella sfera di conoscenza legale del destinatario a causa di una notificazione nulla. La successiva rinnovazione dell'atto comporta la sanatoria ex tunc (con effetti retroattivi) del vizio.
Tale effetto retroattivo incontra un unico limite: il destinatario può eccepire e dimostrare la sussistenza di una colpa specifica del notificante nel mancato perfezionamento della notifica originale.
Punti chiave:
- Superamento del formalismo: La Corte privilegia il principio di strumentalità delle forme e il diritto al "giusto processo", volto a favorire una decisione nel merito piuttosto che arresti procedurali.
- Interpretazione dell'art. 291 c.p.c.: Il termine "decadenza" contenuto nella norma deve essere inteso in senso ampio, includendo anche l'istituto della prescrizione, in coerenza con la ratio della sanatoria.
- Bilanciamento degli interessi: Il sistema tutela il notificante "incolpevole" che ha manifestato la volontà di esercitare il diritto, ponendo a carico del destinatario un onere di attesa (pati), a meno che non venga provata la negligenza della controparte.
- Efficacia della rinnovazione: Se la notifica è nulla (e non inesistente), la rinnovazione ordinata dal giudice o effettuata spontaneamente ripristina la pendenza del processo e gli effetti interruttivi della prescrizione fin dalla data del primo tentativo.
Consulta il testo:
https://www.italgiure.giustizia.it/xway/application/nif/clean/hc.dll?verbo=attach&db=snciv&id=./20260318/snciv@sU0@a2026@n06474@tS.clean.pdf