Con recente ordinanza n. 24651 del 14 agosto 2026, la Corte di Cassazione ha ribadito un principio fondamentale a tutela dei chiamati all’eredità: chi rinuncia all’eredità non può essere chiamato a rispondere dei debiti tributari del defunto e l’Amministrazione finanziaria non può aggirare questo principio notificando atti esecutivi o iscrivendo ipoteche.
La Cassazione ha rigettato il ricorso dell’Agenzia delle Entrate, confermando che:
In sintesi, la rinuncia all’eredità è uno strumento legale pienamente legittimo, non un “escamotage”. Il Fisco non può pretendere il pagamento dei debiti del defunto da chi ha validamente e formalmente rinunciato all’eredità.
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